Il Villaggio Capo D'Arena resterà chiuso per tutto l'anno 2017

Palinuro e la costa del Cilento

La costa del mito, dove già sbarcarono gli antichi greci.

Decine di chilometri di costa rocciosa alternata a spiagge e cale dalle acque cristalline ed incontaminate.

Capo Palinuro: uno spettacolo di roccia sopra e sotto il mare

Capo Palinuro, proteso nel mare con la sua straordinaria forma a pentadattilo, è uno dei tratti di costa più belli dell'intera Campania, con le sue rocce che cadono a picco nel mare da oltre 50 metri.

Tra le mille spaccature nelle rocce, sopra cui svetta il faro di Capo Palinuro, nidificano numerose varietà di uccelli e crescono piante e fiori tipici del clima mediterraneo.

Ma il vero tesoro di Capo Palinuro è sotto il livello del mare: ben 32 grotte, paradiso dei sub, delle quali le più importanti sono la grotta azzurra, chiamata così per gli spettacolari giochi di luce sull'acqua, la grotta d'argento e quella sulfurea, che racchiude una sorgente di acqua sulfurea.

Grotta Azzurra

E' la cavità più famosa, ampia e ricca di vita. I due ingressi subacquei del percorso, che attraversa Punta Quaglia, distano 90 metri. la profondità massima è di 33 metri. La morfologia della cavità è alquanto articolata. Nel lato nord del tunnel principale si apre un ramo laterale, con fondo limoso, in forte risalita che termina dopo 18 metri di percorso ad una quota di 15 metri. Dal lato sud-est della sala centrale e al termine del tunnel principale si apre la grande Sala della Neve.

Sala della Neve

La grande Sala della Neve ha dimensioni di 26 x 45 metri. Sul suo pavimento c'è una zona caratterizzata da 3 depressioni a forma di imbuto con fondo a quota 17 metri e 23 metri e fianchi ricoperti da ciottoli e piccoli massi. Da una di queste depressioni fuoriesce la sorgente sulfurea principale. Da questa sorgente principale fuoriesce un flusso d'acqua sulfurea che sale, ben visibile, in verticale con un diametro di circa 70/80 cm. E una velocità stimabile di 15 mt/minuto. E un flusso d'acqua considerevole che va ad accumularsi, per minore densità, sotto una sorte di cupola nella parte alta della sala. Qui si aduna uno strato di acque sulfuree (temperatura + 24° C) che sovrasta la normale acqua di mare. Le pareti interessate dall'acqua sulfurea sono ricoperte da una spessa pellicola, talora sfilacciata, bianca di solfobatteri e flocculi che si staccano dal soffitto per effetto delle bolle scaricate dai subacquei. Di qui l'effetto nevicata!

La cattedrale

Grande cavità sommersa con 4 cupole d'aria interna. E' molto lavata dal mare con pavimento liscio e scarsa vita sulle pareti. Dopo un percorso subacqueo si emerge in diverse cavità subaeree. Si possono notare alcuni fenomeni legati alla grotta, quali il nanismo di certi organismi rispetto ad altre condizioni e la depigmentazione delle spugne del genere Petrosa. Questa grotta è caratterizzata da interessanti forme di concrezionamento.

La spiaggia delle dune fossili

In località Saline si possono ammirare spettacolari esempi di dune fossili che costituiscono un ambiente naturale molto particolare, popolato da organismi vegetali che nell'insieme costituiscono una fitocenosi unica, estremamente sensibile ai disturbi antropici e, pertanto, da salvaguardare.

Come si sono formate queste dune? Tra il Cretacico inferiore (130 milioni di anni) e il Pleistocene (2 milioni di anni), ad ogni alluvione le acque pluviali trasportarono in mare grande quantità di materiali terrigeni. Questi crearono lungo la costa, e per un ampio tratto nel mare, una nuvola di torbida che, con tempi variabili a seconda della grandezza granulometrica dei materiali
trasportati, si depositò sui fondali profondi.

Per primi si depositarono i granuli più pesanti, poi quelli via via più leggeri, fino alle polveri argillose. Quando le acque del mare tornavano limpide, iniziava una sedimentazione di tipo marino, prodotta da microrganismi, che copriva il tutto con uno strato di materiale calcareo più o meno spesso, a seconda del tempo che trascorreva prima che un'altra alluvione intorbidisse quel tratto di mare, e ripetesse una nuova serie di depositi. Con le trasgressioni marine (quando il mare occupava territori precedentemente emersi), quindi unitamente al fenomeno connesso al sollevamento appenninico, cui è tuttora interessata la nostra penisola, le masse suddette di depositi, formatesi dalla sovrapposizione di queste serie di strati, sono state traslate sulla piattaforma carbonatica preesistente. Su questa nuova configurazione paesaggistica del versante N-O della penisola silentina, i fiumi preesistenti, qualche volta modificati nelle loro antiche giaciture per i sopravvenuti eventi geomorfologici, hanno continuato l'antico lavoro di erosione del terreno, e di trasporto in mare dei materiali erosi. Sono state così depositate quelle sabbie e quei ciottoli in formazione di dune spiaggiate dal mare, rimaste come testimonianza fossile di una delle tante variazioni di livello di questo mare imposte dalle glaciazioni o dal profilo del territorio in sollevamento.

E' possibile visitare le dune presentate nella foto in località Saline, nei pressi dello stabilimento balneare "Le Dune".

Vuoi approfondire su Palinuro?
- www.cilentonelmondo.it
- www.capopalinuro.it
- www.comune.centola.sa.it

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